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Fiumi di parole

Fiumi di parole

01 agosto 2016 - Tecnologia - ##da scompisciarsi # 
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Perché io appartengo ad un'altra epoca...


quella in cui non c'era bisogno di nascondersi dietro a messaggi infiniti su Whatsapp...


perché poi si sa, il gioco è bello quando dura poco... se un uomo voleva uscire con te,


aveva almeno la decenza di alzare la cornetta del telefono e chiamarti...


e naturalmente anche le palle di richiamare più volte,


perché i cellulari non esistevano e spesso e volentieri era costretto a sentirsi dire "Pronto" dalle nostre mamme...


e quando riusciva a parlare con te, diretto ti chiedeva: "Vuoi venire a cena fuori con me?".


E ora? Ora invece non solo non chiamano, ma giocano a scrivere fiumi di parole su Whatsapp,


nemmeno fossero dei Manzoni o dei D'Annunzio...


ti devi sorbire panegirici assurdi per poi arrivare a sentirti dire:


"Quando mi inviti a cena a casa tua?". Quando ti invito a cena a casa mia???


Minimo quando siamo sposati, idiota... oppure... appena mi consegnano la mia nuova calibro così la provo subito!!!


Già, perché poi il succo è sempre e solo quello... scoparti...


e allora io dico... quantomeno se hai tali pretese,


devi essere in grado di garantirmi prestazioni sessuali al pari di Rocco Siffredi... e invece???


Beh, invece va di culo se riescono ad eguagliare Bugs Bunny!!!


E se Whatsapp consente il blocco per certi numeri,


io impongo quello a certi individui.


(SonoComeSono)

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