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L angelo nero

L angelo nero

17 agosto 2014 - Arti & Cultura
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La tristezza era la sua


compagnia continua,oramai.


Lui con tutta la sua altezza


sembrava rimpicciolito di colpo.


Si era augurato che da quelle


quattro mura, nuova,


nessuno sarebbe 


uscito più per peccato,


aveva chiesto a Dio che solo


con la bara sarebbe successo questa volta.


Che destino recidivo.


Lei col suo fare,


da tempo si avvicinava sempre


piu all amico, sfidando la moribonda,


che gli ultimi giorni della sua corta vita


doveva assistere come il marito


e la sua piccina si affezionavano


giorno dopo giorno di piu ad essa,


attirati dal suo modo da crocerossina amorosa.


Il giorno che lei si spense,


loro due erano li,


si tenevano per mano vicino al suo letto.


Immagino come sarà andata


all altro mondo felice di ciò che  stava lasciando,


poveretta.


Intanto continuava a fare la sua vita


con il marito e figli


come fosse la cosa piu naturale del mondo....


continuando a vedere "lo sconsolato" vedovo.


Come tutti seppero della sua non


cosi irreprensibile vita,


lei senza pensarci due volte, fece le valige,


prese il più piccolo e uscì da quelle mura.


La sua testa era/e malata,


altra spiegazione non si trova.


Lui viveva ora i suoi giorni  con ansia,


senza rassegnazione.


Povero cristo.


 


 

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