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Le api galleggianti

Le api galleggianti

12 gennaio 2014 - Sociali
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Ci sono giornate che sembrano durare 30 ore.

Quando il sole ti batte forte addosso i suoi raggi infuocati, ma invece di un costume indossi una tuta da lavoro e il mare che hai davanti ha l'odore delle lamiere e il suono delle onde è soffocato dal rumore delle gru, che avvolgono in un abbraccio enorme le fiancate di una nave, che come una donna ormai matura ma esigente, si rifà l'aspetto per mantenersi attraente.

Col passo pesante imposto dalle scarpe protettive, percorro i corridoi che il nylon protegge dai segni della nostra presenza e, pur preso dalle attività affidatemi, non posso restare indifferente al lusso sfrenato che quell'oggetto galleggiante porta con se nelle sue traversate transoceaniche.

Piscine decorate da statue di marmo, un teatro accogliente ed elegante, sale adibite alla cura del corpo, librerie, casinò, gallerie d'arte, discoteche, ristoranti con vista sul mare...sorrido quando passo accanto ad una parete tempestata da ritratti della mitica Marylin che si illuminano in sequenza al mio passaggio...'sti americani' penso.


Ma come tutte le cose della vita, anche questa immensa creatura ha due facce e mi basta scendere solo qualche ponte più giù per scoprirla.
In pochi minuti passo dallo sfarzo all'essenzialità, dalla morbidezza della moquette alla durezza dei pagliolati, dalle luci del teatro allo sfarfallìo dei neon, dalle rifiniture delle suites agli spartani alloggi dell'equipaggio asiatico.


E' in quei posti, respirando sudore e fatica, che trovo un mondo fantastico.

Piccoli uomini e piccole donne, con i loro piccoli costumi di scena, animano la loro rappresentazione quotidiana della vita. 
Quasi si appiccicano alle pareti se li incontri lungo gli stretti corridoi, con quei volti che sembrano quasi chiederti scusa per qualcosa che non hanno commesso, alcuni ti sorridono timidamente, altri azzardano un saluto. 

Mi ritrovo in un ascensore circondato dalle loro facce tutte uguali ai miei occhi e uno di loro mi chiede "Dove trovare grande palermo stadio futbol ?" e non posso fare a meno di sorridere mentre mi esibisco nel mio inglese 'faidate' per dare una risposta soddisfacente, che spero non li conduca in qualche pizzo di montagna!


Mentre mi muovo in mezzo a loro, come un ospite quasi a disagio in una casa mai frequentata prima, sono affascinato dalla laboriosità, dall'umiltà, dall'allegria, dall'impegno, dalla disponibilità di queste api operaie e penso che forse sono inconsapevoli del loro valore.
Inconsapevoli del fatto che senza il lavoro quotidiano di quelle api nessuna statua, decorazione, piscina, o altra diavoleria che giace sulle loro teste avrebbe senso di trovarsi lì.


Non passeggeranno mai su quella moquette.
Nessun attore reciterà per loro in quel teatro.
Nessun sole tramonterà per loro seduti su quelle poltrone.
Nessuna luna accompagnerà i loro baci in quelle terrazze sul mare.


A loro, api del terzo millennio, va il mio pensiero.


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