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Il confine della comunicazione

Il confine della comunicazione

13 aprile 2013 - Arti & Cultura
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Sono convinto che l'assenza di fiducia a ragion veduta aggiungo, che hanno gli adulti rispetto ai giovani li mette nella difficolta' di gestire le nuove amicizie, la malafede spesso pone il veto alla spontanieta'.La schiettezza che rende sinceri  gustosi gli approcci, le conoscenze libere da interessi di qualsiasi tipo. L'atmosfera colloquiale che si crea piu' e tale, e piu' quegli atteggiamenti di semplicita' che i giovani hanno sono assenti, L'istruttiva esperienza della vita ai giovani ancora li deve travolgere, la scansonata inconsapevolezza li rende predisposti alla comunicazione, come il bisogno primario dell'esistenza. L'adulto pone il veto della diffidenza, quasi sempre non sbaglia, rinunciando pero' alla semplicita' dei contatti che rende tutto spontaneo e non artefatto, tutto questo perche' la strada degli incontri e'frequentata dagli egoismi e dalle furbizie, se il contatto comunicativo e' cosi' importante per il nostro vivere in questa era della comunicazione, chi ha ragione il giovane spontaneo o l'adulto previdente? Come tutte le cose la via di mezzo e' la migliore, ma quale e' il confine che definisce il mezzo. ( gf )

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