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Una storia vera

Una storia vera

05 ottobre 2012 - Personali
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Mi piace ricordare una cara persona, riportando il racconto di una sua emozione..forse banale ma molto profonda...CIAO HUSKY


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Devo partire, so che alloggerò a casa di Fabrizio, un mio amico, mi ha invitato lui e poi sinceramente non credo di arrecare disturbo. Ha una famiglia simpatica.


Rivedo quello che mi devo portare nella valigia. L’importante è il walkman e alcune cassette, nei momenti di pausa è indispensabile, vediamo: Jamiroquai, Red Hot… si, va bene così;


sono pronto, esco, prendo la funicolare e scendo al porto. Non c’è molta fila per fortuna, non sarà difficile prendere un biglietto del traghetto per Ischia, vedo qual è il mio traghetto e salgo. Mi sento emozionato, quasi come se fossi più grande della mia età, eppure non sto facendo niente di che… Salito sul traghetto cerco immediatamente un posto sopra, all’ aperto, dove ammirare il panorama e ascoltare un po di musica. C’è un posto in particolare che mi interessa: una panchina in un angolo, rivolta un po verso l’esterno. Buon punto per la vista sicuramente. Mi siedo, poso a fianco a me la mia roba controllando che sia tutto a posto. Il traghetto non è molto pieno, in effetti direi che è più periodo di rientro che di partenza. Meglio!


Il sole è alto e si fa sentire. Fa caldo ma sono troppo occupato a pensare per accorgermene seriamente. In ogni caso è sempre piacevole prendere un po di sole. Tolgo gli occhiali scuri e abbandono il mio viso al sole. Mi lascio accarezzare dai raggi. E’ il massimo!


Ecco! Stiamo partendo, comincio a vedere le barche intorno a me muoversi. Si, ci stiamo muovendo, siamo partiti, bene! Ora prendere il sole è ancora più piacevole. Un vento corposo ma allo stesso tempo delicato mi avvolge; sembra quasi che stia attento a darmi piacere senza infastidirmi.


Il porto di Napoli ormai è lontano e so che un’oretta di viaggio e sono a Ischia. Sono comodo, seduto sulla mia panchina ad ammirare il mare. Sembra quasi che il sole giochi nell’acqua come un bambino, a specchiarsi e a spargere granelli brillanti sul mare. L’aria è fresca. In un momento come questo basterebbe solo un po di musica per sentirmi veramente bene! Prendo il walkman. La cassetta c’è: Jamiroquai -Space cowboy-. Cuffie nell’orecchio. Non pretendo niente di più per il momento. Sono completamente immerso nel viaggio, emozionato e distratto.


Porto di Ischia, è quasi ora di pranzo. Sarà meglio chiamare Fabrizio per metterci d’accordo… Mi verrà a prendere su a Forio, è li con la casa.


Prendo il pullman e raggiungo forio. In realtà è il suo onomastico!


Andiamo a casa a posare la roba e ho una sorpresa molto piacevole. Il padre di Fabrizio mi ha trovato una stanza provvisoria, indipendente, dove potrò stare per conto mio. Molto accogliente, ho anche le chiavi. La stanza è piccola ma gradevole, molto bella. Ho persino un terrazzino e una scala per salire su un piccolo tetto panoramico. Per me è perfetta. Poso le mie cose, mi preparo e andiamo a mare a salutare la comitiva.


Arriviamo a mare.


Dopo un po arriva anche lei: Erica. Non cambierò mai, ma l’emozione mi assale sempre un po. Pare sia sorpresa di rivedermi, probabilmente non se l’ aspettava…. Buon segno! È una splendida giornata di mare e tutto fila bene. Siamo sempre vicini io e lei e parliamo di tutto. Ogni tanto lei mi sorride e per me è come vedere un oasi rigogliosa e silente nel pieno di un deserto in tempesta di sabbia. Capita spesso che ci sfioriamo, ed è tutto così magico! Un’ atmosfera particolare. Sarà il mio orgoglio o la mia fierezza ma lavoro con affanno nel vano tentativo di nascondere il lato un po timido e impacciato di me stesso. Non lo sopporto. Ma credo proprio che tanto lei se ne sia abbondantemente accorta.


Torniamo a casa a cenare e prepararci per uscire. Stasera, giuro, glielo dirò, mi dichiarerò!, mi piace molto! La serata è fresca e a casa di Fabrizio ceniamo, in famiglia. Mi sento bene, sono sicuro di me. Ridere e parlare con Fabrizio mi riesce facile. In quel periodo, direi, era sicuramente il mio amico più stretto. Dopo un po siamo pronti per scendere, prendiamo appuntamento con gli altri e andiamo.


I programmi di stasera sono: un semplice giro e andare ad ascoltare una nostra amica che canta in un concorso all’aperto. Siamo tutti e come al solito io ed Erica stiamo più volte vicini, ci parliamo, a volte ci prendiamo per mano e camminiamo insieme. Mi trovo bene con questi amici anche se i miei pensieri sono tutti incentrati al momento in cui dovrò dichiararmi. Sono spesso teso e nervoso, perché ogni momento mi sembra buono per dirglielo ma al momento la voce non sembra voler uscire.


Ascoltiamo il concerto e ci teniamo continuamente per mano io ed Erica. Siamo seduti uno accanto all’altro. Un po infantile sicuramente, ma ho una vera e propria orchestra di sensazioni che mi pervade. Faccio fatica a rimanere lucido e parlare di cose sensate. Naturalmente col mio solito modo di fare dall’aria matura per nascondere le sensazioni stupide che mi bloccano. Il concerto è finito e andiamo tutti a farci un giro. Continuiamo a passeggiare tutti insieme ma per me è come se ci fosse solo lei e nessun altro. Parlo con tutti ma i pensieri vanno in una direzione. Non so cosa sto dicendo, magari un mare di cazzate, ma il solo fatto di star parlando con lei, di vederla sorridere,per me, è come essere in paradiso. Qualunque momento sembra giusto per dirgli come stanno le cose, ma ogni volta è la stessa storia… Mi manca il fiato. Vabbè non importa troverò il momento buono per dirglielo, lo sentirò.


Arriviamo fino a San Francesco, solito punto di ritrovo per tutti. Il battito aumenta vertiginosamente perché so che sarà qui che mi dichiarerò altrimenti mi taglierò letteralmente le vene. Stiamo tutti insieme, si ride si scherza si parla, qualcuno va via. L’ importante è che lei è vicino a me.


Ogni tanto mi piace osservarla come si comporta con gli altri, la sua semlicità, i suoi difetti, le sue preoccupazioni, è così umana, e molto carina.


Ormai è tardi, lei mi dice che tra un po deve andare via e io sento il cuore improvvisamente schizzarmi in gola, il sangue correre all’impazzata come se ogni globulo rosso avesse perso la strada e girasse senza meta.


La situazione precipita, accade tutto così in fretta, lei mi saluta, io, rigido come una roccia, la mente annebbiata, la saluto con voce fioca e lei va via…


Improvvisamente riprendo conoscenza. Il cielo buio mi cade sulla testa. Comincio a sentire le altre voci come una miriade di rumori assordanti e inutili che mi opprimono. Il silenzio è un ronzio. Sono un idiota!


Possibile che non sono riuscito a dichiararmi! Sono inguaribile! Non ci riuscirò mai!


Mentre sono afflitto da questi pensieri improvvisamente sono distratto come da un miraggio.


Non è possibile! È lei! Sta tornando da me! Come mai? Cosa vorrà dirmi? Non faccio in tempo a rispondermi che mi prende per mano e mi trascina.


Mi dice che sta cercando una sua amica (non ricordo il nome) e deve far presto perchè i suoi genitori aspettano in macchina per andare.


Mi sento come ubriaco e non capisco se sto sognando o sono impazzito.


Giriamo un angolo di fretta, poi ritorniamo. E’ tutto così confuso.


Ma ecco, improvvisamente riprendo conoscenza. Sono lucido. Perfetto! Questa è la mia occasione. Mi faccio coraggio. Devo dirlo adesso!


Strano… d’un tratto non sono più teso, sono calmo, eppure sento il cuore scoppiarmi in petto. Cerco di fermarla, la tiro a me, e con voce fioca le dico:


Mentre dico queste parole la tiro con forza e me la ritrovo quasi abbracciata.


Il tempo sembra essersi fermato!


Chiudo gli occhi come se stessi per entrare in acqua dopo un salto di trenta metri.


Mi avvicino. Sento le sue labbra sfiorare le mie… ! Ci stiamo baciando! Lei non molla la presa! Un benessere intenso mi pervade, sembra che d’un tratto al posto di una feroce tempesta sia subentrato un tiepido mattino di primavera.


Il bacio, in fondo, è breve ma a me è sembrato un eternità. Lentamente mi scosto da lei, apro gli occhi e lei alza lo sguardo. Forse fisicamente non è stato un bacio perfetto. Un po frettoloso, impacciato, sapevo che per lei era il primo. Ma il significato di quel bacio è stato qualcosa di più. Almeno per me. Calmo e rilassato le chiedo cosa e significato per lei. Mi sorride timidamente e mi da un altro bacio. Capisco che allora è fatta! Si scosta, la accompagno per pochi passi, poi mi lascia e se ne va di fretta.


Intanto mi ritrovo tra me e me. Ascolto la musica dentro che mi riempie e mi avvolge.


Sono Felice.


Sto pensando se in realtà quella amica che stesse cercando era solo una scusa per farsi baciare… non saprei sinceramente, ma ormai non mi importa nulla.


Mi ritrovo con Fabrizio vicino casa e gli racconto quello che che avevo fatto, ci sono riuscito: mi sono fidanzato con Erica! Inizialmente non mi crede, e io insisto… un altro pretesto per scherzare.


Ormai è tardi. Eccitati come bambini decidiamo di andare a dormire, anche se so che per me è impossibile!


Lui va nella casa con i suoi genitori e io salgo le scale verso la mia stanza, vicino. Entro, chiudo. Sono dentro, da solo, una musica meravigliosa non da segni di smettere nella mia testa, nessuna ragazza mi aveva dato sensazioni così... è stato diverso.


Esco fuori al piccolo terrazzino a osservare il cielo. Possibile che sia tutto così meraviglioso e io non sia mai riuscito a rendermene conto! Provo qualcosa di diverso dentro di me.


Sono Felice.


Rientro in camera e mi stendo sul letto. Questo è quello che ci vuole! Il walkman è li sul letto, accanto a me, metto le cuffie e accendo… con quella musica con cui ero partito, con la stessa cassetta che mi aveva acceso speranze e mi aveva fatto sentire veramente “libero” sul traghetto, ora acclama la mia vittoria.


Decora e pone uno splendido punto ad una giornata davvero bella...


Alcuni giorni dopo le cose sono cambiate, ma non importa! A me quel giorno piace ricordarlo così: integro, sincero, un bel ricordo…!!>>

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